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La camera dei blog

giovedì 3 giugno 2010

Resoconto del corso!!


Bhè bello, interessante, stuzzicante.
Direi che questi sono gli aggettivi che mi vengono di getto.

Ho letto molti post del prof non inerenti alla questione diciamo "esame", ma per lo più inerenti al suo obbiettivo: insegnare,apprendere mutare sperimentare e confrontarsi.
Per quel che ho potuto ho cercato di farlo non tanto qui, nel mio blog, che in realtà non ha avuto molto riscontro, ma per lo più commentando post del prof e leggendo e cercando e informandomi e CURIOSANDO.
Il mio vivere la "rete" in realtà era sempre stato in funzione di un obbiettivo condiviso, come sono contento di apprendere, in questo corso.
Ho imparato però ad usare altri strumenti, i feed , pubmed grazie ai quali potrò mantenere viva e dissetata la mia curiosità che penso non debba mai mancare nella fase di apprendimento e di studio.

Insomma ho condiviso diversi pensieri, diverse emozioni e sensazioni ho cercato di farlo realmente.

Penso che tutto questo un pò mi abbia, se anche minimamente, cresciuto e insegnato qualcosa.
Sono contento di questo, penso che continuerò a frequentare qeusti luoghi come del resto ho sempre fatto nei luoghi che a me piacevano.

lunedì 24 maggio 2010

Lettere di PIER LUIGI CELLI ex direttore di RAI UNO ora

PIER LUIGI CELLI
ex direttore di RAI UNO ora direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali.



Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.


Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.

Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.

Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.

Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.


Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

Preparati comunque a soffrire.

Con affetto,
tuo padre

Ragazzi qui c'è tanta amarezza.La vedo anche un pò negli occhi della mia famigli; mi rivedo un pò in questo ragazzo, anche se sono lontano dalla laurea, ho paura di entrare in un mondo con queste prerogative un Paese che deteriora sempre più.
Però come l'autore della lettere scrive, non mi và di lasciare il Paese.
Vorrei lottare per migliorarlo forse sono solo stupide utopie giovanili, dettate non da immaturità ma proprio dalla giovinezza e dallo "stupido" vigore.

lunedì 10 maggio 2010

ieri notte ho fatto un sogno...e oggi pomeriggio ho incontrato un uomo pieno di problemi!

in questo sogno io attendevo la prof. dell'uni(ovviamente una figura mai vista, reale solo nel sogno probabilmente), che doveva mettermi la firma sul libretto per le presenze.Aspetto fuori dall'aula, apre la porta esce e prende in mano il mio quaderno degli appunti, dice:"hai una bellissima scrittura sembra che hai capito tutto del mondo, però invece che scrivere la soluzione scrivi solo il problema".
Mi ha inquietato, mi ha fatto pensare..mi sono svegliato e ho detto alla mia ragazza:" Hey!!stanotte ho fatto un sogni di quelli illuminanti, bhò mi è sembrato di ricevere un'illuminazione".
Mi ha fatto pensare, non so perchè lo scrivo qui;forse perchè ho pensato che l'arte dello scrivere potrebbe essere un talento,forse perchè qualche persona mi ha detto però scrivi belle cose,sembra di vedere ciò che scrivi;allora dico, ma chissà forse è bello coltivare anche questa cosa.Perchè mi piace,mi piace troppo l'arte,mi piace scrivere e raccontare le storie delle persone,così che gli altri capiscano cosa succede alle persone ceh ti passano accanto durante una giornata.
Oggi pomeriggio ho incontrato un ragazzo in bus, è egiziano.Purtroppo c'erano dei 15enni un pò stupidi(come dle resto la maggior parte dei 15enni) che lo prendevano in giro o cmq ci parlavano incuriositi dal fatto che fosse egiziano..più che altro erano ragazzine che dicevano ad esempio:" ma sei egiziano??wow!!pensavo fossi marocchino,-sai la mia amica ha detto che le piaci!!- ma quindi mi capisci quando parlo??- o cose del genere.
Lui mi ha guardato un pò e mi ha detto:
-"alla fine egiziano o marocchino che differenza fà"-
ed io -"già anche italiano o egiziano che differenza fà"
ora io sono un ragazzo con diciamo tratti molto nordafricani..potrei bene ricordare un tunisino, un marocchino, un egiziano.
Mi ha chiesto:"sei italiano?"-
e io: "si, calabrese".
lui: "ah calabrese, ho degli amici calabresi; lavoro qui faccio il pizzaiolo!"
io: "io studio medicina e mi impegno per dare il massimo perchè la mia famiglia fà dei sacrifici per mantenermi qui"
e lui: "si certo capisco, io devo lavorare per vivere qui, ora devo scendere, è stato un piacere, mi chiamo Mustafà!".
io:" anche per me buona fortuna, mi chiamo Simone, ciao!".

Ora, io penso realmente di passare la vita a segnare problemi su problemi "nel mio quaderno che porto sempre con me"(sarà il mio cervello???),e la cosa che accomuna questi miei due racconti è il fatto che il pomeriggio seguente diciamo a questa illuminazione incontro una persona piena di problemi fino al collo più di me..una persona che ha 25 anni e lavora e cerca di mantenersi in qualche modo e che deve sentirsi preso in giro da 15enni che ancora non sanno cos'è la vita e quanto difficile può essere.Forse questo vuol dire che i miei problemi sono solo delle falsità e delle creazione..miei come di molti altri in questo mondo troppo ricco.

E in un solo post ho raccontato il mio sogno di ieri sera.. che mi è piaciuto molto..e questo incontro..molto significativo..non voglio esprimere pareri ne niente solo raccontare e magari raggiungere qualcuno.

martedì 4 maggio 2010

le risorse in internet...se sapute usare..che bello!!

bè è una grande risorsa..davvero è spettacolare sapete una volta i grandi musicisti diciamo che ne sò jimi hendrix..ray charles..lo stesso robert johnson..imparavano ad utilizzare al meglio i loro strumenti ascoltando i cd che fortunatamente si trovavano in casa o in giro da qualche parte e riproducevano i suoni che a loro piaceva fare..li copiavano da quello che sentivano..e poi ci mettevano il loro con la genialità e il talento che fà parte di queste persone..ecco oggi noi abbiamo una risorsa infiniti..noi che vorremo essere anche musicisti..internet..ascoltare qualsiasi cosa si voglia..avere un maestro continuamente presente che passa le lezioni posto qui alcuni video di youtube a me molto diciamo "cari" e utili all'apprendimento di quello che a me piace..una ricerca di materiale non difficile nemmeno da fare..


lunedì 19 aprile 2010

Ricerca su Proteina m-TOR che regola il ciclo cellulare e la crescita del tumore nel carcinoma dell'urotelio.

Questa ricerca mi ha interessato principalmente per il suo seguito scientifico molto significativo e successivamente dal fatto che questo studio è stato anche portato avanti in tempi recenti da un mio conterraneo di Catanzaro.

Proteina mTOR

Le sue funzioni riguardano processi di:

-Crescita cellulare
-Regolazione negativa dell'ingradimento cellulare
-Regolazione negativa di macroautofagi
-Fosforilazione

Target della rapamicina nei mammiferi (mTOR) di segnalazione è stata associata alla crescita tumorale in tipi di tumori molto aggresivi, anche se il suo ruolo nel carcinoma uroteliale (UCC) non è stato ampiamente esplorato.
L'inibizione di questa proteina diminuisce significativamente la proliferazione cellulare nell'UCC.

Sinceramente non sono molto informato neanche io, però provvederò al meglio poichè c'è molto da informarsi e per capire veramente ci metterei un pò.
Quindi oltre che all'informazione di base vi invito magari ad approfondire per quanto le nostre conoscenze adesso permettono.

Curiosando ho trovato anche altro.
Studi effettuati su una popolazione casuale di anziani tedeschi che hanno vissuto la seconda guerra mondiale indicano in loro la presenza di un alto PTSD(disturbo da stress post traumatico) dovuto proprio all'esperienza traumatica della guerra con importanti conseguenze quali: persistenti pensieri spaventosi, memorie di vita che causano grossi stress emotivi.

Questo mi fà pensare in una logica di causa-effetto non nuova ma sempre di più sconcertante...una logica molto più fine della causa effetto chernobyl-->mutazioni ma certamente significativa..

o per esempio il fatto che parlare dei propri sogni ad altre persone avvicina emotivamente queste ultime e infatti questa è una pratica in percentuale fatta da persone molto strette tra loro familiari o coppie..

con questo vi saluto ringraziando il prof per aver destato nuovamente la mia curiosità e quindi facendomi imparare qualcosa di nuovo..

lunedì 22 marzo 2010

Internet, realtà e tant'altro..



Bé non so se avete letto l’articolo del professore..io mi ci sto soffermando..e diciamo che questo post è “in presa diretta” con i miei pensieri mentre leggo..

Leggo e mi accorgo ogni tanto di improvvisi pensieri che mi vengono in mente… e questo mi piace..

Penso:

-1)queste sono cose che può dire un 54enne che con questa nuova immensa rete non c’è nato..non intendo dire che sono cose banali, anzi; intendo dire che sono pensieri che possono venire in mente ad una persona che con queste cose non c’è nata..come dire un giovane di oggi potrebbe dire “ma finiamola con queste seghe mentali..internet è internet..internet è il mio gioco..la mia chat.. facebook ..il mio modo per scaricare canzoni …”; mentre il professore può iniziare questo lavoro diciamo dando uno sguardo come dice il prof. “olistico” rispetto a ciò che era prima e ciò che è adesso; di certo un ragionamento che potremmo fare anche noi giovani ma che come il prof. ben dice( e mi trova d’accordo)la scolarizzazione blocca questi processi, tra l’altro ho sempre ritenuto il mio liceo decisamente scadente e al di fuori di una concezione che a me è sempre piaciuta(non so a voi), e che mi sembra si stia esprimendo in questo articolo, quella della libertà..:).Di certo la libertà piace a tutti anche se ognuno ne ha una sua..(e aggiungo, dopo aver letto i paragrafi successivi dell’articolo, ognuno ha il suo PLE e il suo PE.)

-2)leggendo il mezzadro, soprattutto nella parte finale, mi viene in mente l’attaccamento alla realtà delle nostre vite; questo mi porterebbe in un primo momento ad avere paura di questo pc, che opera sotto le mie mani spesso per diverse ore al giorno, in un secondo momento però mi apre una nuova concezione che ho tanta voglia di coltivare: la realtà, la concretezza. Penso che l’estinzione di cui il prof. parla sia una deviazione dell’evoluzione molto facile da intraprendere. Ritengo , per quanto possa con la mia scarsa e ventennale esperienza, che la difficoltà sia proprio rimanere nella “carreggiata ” dell’evoluzione senza mai sbagliare strada.

-3)nella parte del Maestro sento un po’ di difficoltà nel tradurre nel mio linguaggio le parole che leggo..nel tradurlo in pensiero..sento però nella metafora dell’educatore un po’ di timore infuso per quanto riguarda le cose che faccio..io penso realmente di dover mettere l’attenzione , che mette il maestro per il suo giovane, nelle cose che faccio..la difficoltà che sento, io come molti altri intorno a me, è quella di chiarire quale deve essere il mio giovane o aver paura di saperlo.

-4)La passeggiata nel bosco mi ha sorpreso..giusto una settimana fa sono andato alle cascine, una bellissima giornata, e il mio cruccio è pensare: perché mi piace?ma non è un posto come un ‘altro?qual’è la differenza tra questo bel parco(che dico piacermi) e un’industria con fumanti fumaioli nella sabbia(che dico non piacermi)?in una sorta di cinismo che spesso mi spaventa..

-5)l’inizio della terza parte, riguardo l’episodio delle riunioni del professore con altri docenti, mi da uno spunto, che si aggiunge alle mie idee, della mancanza di umiltà degli intellettuali, coloro che dall’ Illuminismo, da Kant , Marx avrebbero dovuto guidare il resto delle persone, che intellettuali non lo erano. Senza umiltà, grande conoscenza e istruzione ma poca compassione..cum patire..sentire con… senza umiltà penso sia difficile “sentire con”, specialmente nella posizione dell’intellettuale.

-6)PLE: Penso di aver sempre vissuto in funzione di questo concetto, ignorandone ovviamente l’esistenza diciamo scritta..al liceo mi davo relativamente poco da fare..o forse mi davo da fare in maniera corretta nel senso che per me era importante “sapere”, e non sapere quello che i miei prof, ritenuti diciamo “notoriamente ignoranti”, tranne una che rappresenta il mio maestro sebbene per un brevissimo periodo di un anno, pensavano di insegnare.

(Vorrei chiarire la presenza delle svariate digressione diciamo non volte ad un bello stile ma più ad un concetto che vorrei riuscire a trasmettere).

Sapere per me era andare su internet e cercare qualcosa che avevo sentito per caso o che avevo letto per la strada su un foglietto strappato a terra che ha destato la mia curiosità..quello che mi interessava..che mi piaceva..diciamo che attuavo il mio PE… ora pormi di nuovo di fronte ad questa idea di PLE è una interessante sfida che, casualmente e ignaro di questo articolo, sto cercando di fare da un po’ di tempo..ora che mi trovo trasferito a Firenze lontano dai miei luoghi e dalla mia famiglia.

venerdì 12 marzo 2010

E voi avete un talento

Questo post lo inserisco solo per chiedere a voi se credete di avere talenti..o se credete di saper fare qualcosa bene..o qualcosa di particolare...
Sarebbe bello convogliare le nostre capacità in un luogo comune, come questo, dove poterli esprimere e magari farli collaborare..mi ricordo di aver visto diversi pseudo ritratti sui banchetti dell'aula grande del cubo..ci sarà qualche artista?..ho visto un ragazzo sfrecciare sui pattini su viale morgagni..molto bello..chissà quanti altri di voi sannò fare qualcosa di particolare..:)...ciao a tutti e grazie a voi!!

diciamo che questo è un esempio di talento..:)..e magari anche di spinta da parte della famiglia..di certo i talenti escono spesso da radici familiari diciamo talentuose!!!:)